Fiori, ricami, uncinetto, mobili vintage, tovaglie ricamate a mano, tavola con ceramiche spaiate, tessuti che sembrano usciti dall'armadio della nonna. Se negli ultimi tempi vi sembra di vedere questo immaginario un po' dappertutto, non è solo una vostra impressione.
Si chiama Granny Chic, Grandmacore o, nella sua versione più mediterranea, Italian Grandma Aesthetic ed è una delle tendenze che stanno riportando al centro un'idea di casa e di stile molto diversa da quella a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. Vogue Italia, per esempio, racconta la nuova estetica della “Nonna italiana” come un fenomeno che va oltre l'abbigliamento e comprende gesti quotidiani, oggetti tramandati, ricami, lino e rituali domestici.
Ma c'è una cosa che trovo ancora più interessante del nome: non si tratta semplicemente di voler vivere o vestirsi come una nonna, sarebbe banale. Il Granny Chic prende alcuni elementi di quell'immaginario e li rilegge in modo contemporaneo. E, soprattutto, riscopre il piacere delle cose imperfette, con carattere, personali e fatte per durare.
Che cos'è il Granny Chic?
Il Granny Chic nasce dall'idea di trasformare ciò che per molto tempo è sembrato antiquato in qualcosa di desiderabile.
Il guardaroba della nonna diventa fonte di ispirazione per la moda: camicie di lino, abiti a fiori, cardigan, crochet, foulard, ricami e accessori vintage. La casa segue la stessa direzione, con tessuti decorati, mobili vissuti, ceramiche fatte a mano o vintage, stampe floreali, pizzi, legno e oggetti raccolti nel tempo.
Il Grandmacore, in particolare, porta questa estetica negli interni e privilegia ambienti caldi, stratificati e pieni di personalità, molto diversi dall'idea di casa perfettamente coordinata e quasi impersonale. Non significa riempire ogni stanza di oggetti d'epoca: il bello sta proprio nel mescolare pezzi vecchi e nuovi, ricordi di famiglia e acquisti contemporanei, elementi semplici e qualche dettaglio più decorativo.
In altre parole, non è necessario avere una casa della nonna per amare il Granny Chic.
Dalla moda alla casa: perché ci piace così tanto?
Forse perché siamo un po' stanchi delle case che sembrano showroom. Per anni abbiamo visto interni minimalisti, arredi coordinati, superfici ordinate, colori neutri e ambienti dove ogni oggetto sembrava avere il suo posto preciso. Un'estetica piacevole, naturalmente, ma che a volte rischia di lasciare poco spazio alle tracce della vita quotidiana.
Il Grandmacore va nella direzione opposta. La casa diventa più morbida, vissuta e personale. Un cuscino può avere una fantasia floreale, le sedie non devono necessariamente essere tutte uguali, una vecchia credenza può convivere con un elemento moderno e una tovaglia ricamata può tornare a essere protagonista della tavola.
L'obiettivo non è creare una casa “perfetta”, ma una casa nella quale si capisca che qualcuno ci vive.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della tendenza: il valore non sta soltanto nell'aspetto degli oggetti, ma nella loro capacità di evocare una storia, un ricordo o una sensazione di familiarità. Anche diverse letture del trend nel mondo dell'interior design sottolineano proprio questo aspetto: oggetti raccolti nel tempo, tessili artigianali e mobili vissuti diventano elementi che danno carattere all'ambiente.
Il ritorno delle cose fatte a mano
Ed è qui che il Granny Chic incontra perfettamente il mondo creativo. Perché se c'è una cosa che appartiene davvero all'immaginario della nonna è il fare con le proprie mani.
Ricamare una tovaglia, lavorare all'uncinetto, cucire un cuscino, abbellire un capo, realizzare una coperta con tanti piccoli quadrati, conservare gli avanzi di stoffa perché “non si sa mai”: sono gesti che oggi possiamo guardare con occhi completamente diversi.
Il fatto a mano non è più soltanto qualcosa di pratico. Diventa un modo per personalizzare quello che abbiamo intorno.
E forse è proprio questa la parte del trend che mi piace di più: non serve comprare qualcosa di nuovo per ottenere l'effetto Granny Chic. Anzi, spesso è il contrario.
Una vecchia stoffa può diventare un nuovo progetto. Un ricamo può trovare una nuova collocazione. Una tovaglia che non usiamo più può trasformarsi in una borsa o in un cuscino. Un maglione può essere recuperato. Un piccolo centrino può diventare un dettaglio decorativo invece di finire dimenticato in un cassetto.
Il confine tra vintage, handmade e upcycling, a questo punto, diventa molto sottile.
La bellezza delle cose che non sono perfette
C'è anche un altro elemento che trovo interessante. Le cose fatte a mano hanno quasi sempre qualche piccola imperfezione. Un punto non è identico all'altro, un tessuto può essere leggermente irregolare, una ceramica non è perfettamente uguale a quella accanto.
Ed è proprio questo che oggi può renderle speciali.
Il Granny Chic sembra dirci che non tutto deve essere nuovo, impeccabile e immediatamente sostituibile. Una cosa può avere qualche segno del tempo e continuare a essere bella. Anzi, a volte è proprio il tempo a renderla più interessante.
Una tovaglia ricamata dalla mamma o dalla nonna non è semplicemente una tovaglia. Porta con sé ore di lavoro, occasioni in cui è stata usata, persone che magari non ci sono più e ricordi che non si possono comprare.
Vogue Italia lega la nuova estetica della Nonna italiana proprio a questa idea di oggetti destinati a durare, capi tramandati e gesti quotidiani che acquistano valore proprio perché non inseguono continuamente la novità.
Come portare il Granny Chic in una casa contemporanea
La cosa bella è che non serve trasformare completamente casa. Anzi, secondo me il rischio sarebbe proprio quello di creare un'ambiente troppo studiato.
È sufficiente introdurre qualche elemento che abbia quel sapore: una stoffa floreale, un cuscino ricamato, una vecchia cornice, una lampada trovata al mercatino, qualche piatto spaiato, un cestino in vimini, una piattaia, una coperta all'uncinetto, un baule o una tovaglia che magari abbiamo già nell'armadio.
Anche il colore può cambiare molto l'atmosfera. Accanto ai neutri possono comparire rosa cipria, verde salvia, giallo burro, terracotta, azzurro polvere oppure colori più intensi, senza necessariamente creare un ambiente tutto coordinato.
Il trucco, se vogliamo chiamarlo così, è mescolare.
Un tavolo contemporaneo con delle sedie vintage. Un divano semplice con un cuscino ricamato. Una tavola moderna con una tovaglia della nonna. Una parete neutra con una piccola composizione di quadri e fotografie.
Il risultato è molto più personale di una casa arredata seguendo un unico stile.
Granny Chic anche nell'abbigliamento
Il Granny Chic non si ferma alle pareti di casa. Anzi, è proprio dalla moda che questo immaginario è diventato particolarmente visibile, soprattutto tra le generazioni più giovani, che reinterpretano capi e accessori associati al guardaroba della nonna con un'aria completamente nuova.
Cardigan morbidi, gonne a fiori, giacche a quadri, camicette romantiche e poi ancora pizzi, ricami, foulard, borse rétro, mocassini e scarpe basse tornano così a mescolarsi con jeans, sneakers e capi più contemporanei. Anche il crochet, il patchwork e le lavorazioni artigianali entrano nel guardaroba quotidiano, spesso con colori e abbinamenti tutt'altro che nostalgici.
È proprio il contrasto a rendere interessante questo stile: un capo che qualche anno fa poteva sembrare semplicemente “da nonna” oggi può diventare il dettaglio che rende personale un outfit. Non si tratta quindi di vestirsi come negli anni Sessanta o Settanta, ma di prendere un elemento riconoscibile di quel mondo e abbinarlo a qualcosa di attuale.
In questo senso il Granny Chic ha molto in comune con il modo in cui oggi guardiamo all'handmade: non conta tanto che una cosa sia nuova, quanto il carattere che riesce ad avere. Un cardigan lavorato a mano, una borsa vintage trovata in un mercatino o una camicetta ricamata possono diventare molto più interessanti di un look costruito interamente con capi nuovi e perfettamente coordinati.
E forse è proprio questa la parte più divertente: rovistare nell'armadio della mamma o della nonna, andare a curiosare in un mercatino vintage e chiedersi se quel capo apparentemente fuori moda non possa avere, in realtà, ancora qualcosa da dire.
Granny Chic non significa vivere nel passato
Questa per me è la distinzione più importante. Non si tratta di ricreare la casa della nonna identica a come era cinquant'anni fa. E nemmeno di romanticizzare tutto ciò che appartiene al passato.
Il Granny Chic funziona proprio quando prende il meglio di quell'immaginario e lo porta nel presente.
Possiamo amare l'uncinetto senza indossare necessariamente un completo crochet. Possiamo recuperare una tovaglia ricamata senza apparecchiare ogni giorno come negli anni Sessanta. Possiamo tenere una vecchia credenza e abbinarla a una lampada dal design contemporaneo.
È un modo di creare ambienti più personali, non un nuovo regolamento d'arredamento. E forse è anche per questo che il trend sta funzionando così bene: permette di esprimere qualcosa di molto individuale attraverso oggetti che hanno già una storia.
Dal Granny Chic al piacere di fare
Per chi ama il fai da te, questa tendenza offre un'infinità di possibilità. Ricamo, cucito creativo, uncinetto, patchwork, decorazione tessile, recupero di vecchi materiali, carta, collage e journaling possono convivere perfettamente con questa estetica. Ma soprattutto possiamo reinterpretarla a modo nostro.
Una tovaglia con un ricamo floreale può diventare il punto di partenza per un nuovo progetto. Un vecchio tessuto può trasformarsi in un cuscino. Un abito dimenticato nell'armadio può diventare materia prima. Una serie di foto di famiglia possono entrare in un piccolo album fatto a mano.
E qui torniamo a quello che, in fondo, mi piace da sempre del mondo handmade: non è necessario avere qualcosa di nuovo per creare qualcosa di bello. A volte basta guardare con occhi diversi quello che abbiamo già.
Forse è proprio questo il lato più interessante del Granny Chic. Dietro la moda del “vestirsi come la nonna” o del decorare casa con fiori, crochet e mobili vintage c'è un'idea molto più attuale: rallentare, recuperare, scegliere con più cura e dare valore alle cose che ci appartengono. E, soprattutto, lasciare finalmente entrare in casa un po' di vita.
Anche se la tovaglia non è perfettamente stirata.
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