Smemoranda e diari di scuola: come rifarne uno oggi (e ritrovare la ragazza che eri)
Ti ricordi la “Smemo”? Quando a settembre il diario era perfetto? Copertina intatta, pagine bianche, buoni propositi.
A Natale non lo riconoscevi più.
La Smemoranda, oggetto cult di un’intera generazione, aveva un ciclo di vita preciso. Si comprava nuova di zecca insieme alla tua amica del cuore e nel giro di poche settimane diventava un oggetto non identificato, gonfio di adesivi, ritagli e citazioni. Ai compiti era riservato uno spazio marginale.
La si sceglieva apposta per i suoi inserti, le vignette, gli approfondimenti e per il gran numero di pagine che permettevano ogni sorta di personalizzazione. Forse ti ricorderai che aveva pure un tema ogni anno. Incredibilmente viene pubblicata ancora, anche se l’azienda produttrice originaria è fallita nel 2024.
Libreria, rassegna stampa e confessionale
Dentro ci stava di tutto. Il testo di una canzone di Vasco Rossi o di Luca Carboni che per due settimane era "la nostra", frasi di poeti copiate con la penna profumata, i collage realizzati con riviste di moda e le forbici delle medie, il resoconto della gita di classe più attesa dell'anno e poi i ritagli con le foto dei cantanti pop prese dai Debby e i Cioè. In mezzo, il rapporto dettagliato su chi aveva guardato chi e per quanti secondi, durante l'intervallo.
Eravamo convinte che nessuno, in tutta la scuola, avesse un'anima sensibile come la nostra. Poi suonava la campanella e a cuor leggero correvamo a comprare la pizzetta o la focaccia.
Le amiche lasciavano dediche chilometriche, circondate da nuvole di cuori o bocche rosse accompagnate da “kiss kiss”. Noi riempivamo le pagine di titoloni "cicciosi" o ombreggiati, decorati con l'uniposca e penne colorate.
A fine anno scolastico, il diario aveva la forma di un panino imbottito. Dentro, un anno intero, in ordine sparso.
Perché li conserviamo ancora
Riaprirli oggi richiede un certo coraggio. Escono giornate che credevi perse, canzoni che non ascolti da una vita e un certo numero di nomi accompagnati da giudizi che oggi ci sembrano, diciamo, affrettati.
Per qualche minuto senti di nuovo la sedia dura del banco, che smagliava le calze e la fretta di crescere.
Poi arrivi alle pagine sentimentali, quelle piene di dubbi, ansie e pronostici e scopri che la ragazza di allora aveva una fiducia nel futuro che oggi ti viene da invidiare. Aveva grandi speranze e un pessimo fiuto per i ragazzi e una certa propensione al dramma, come le eroine romantiche. Bisogna riconoscerle almeno la dolcezza e l'entusiasmo.
E se ne facessimo uno nuovo?
Non per fingere di avere ancora sedici anni, ma perché decorare a mano ha un effetto che lo schermo non dà. Si rallenta, ci si diverte, si ritrova la mano che sa ancora fare i cuoricini come se non ci fosse un domani.
Se hai perso il tuo diario originale o se ce l'hai e non hai il coraggio di riaprirlo, è l'occasione giusta. Basta un diario qualsiasi, anche quell'agenda della banca che hai in cassetto da dieci anni e che non hai mai usato.
Quello che conta è lasciarlo diventare un po' disordinato, senza pensarci troppo. Qualche adesivo, un washi tape, un biglietto del treno, la foto di un posto dove sei stata bene, condito da parole e disegni "a sentimento". Una frase che ti è rimasta in testa, scritta con la penna che preferisci. Se ti piace lavorare con carta e ritagli, puoi aggiungere sagome fatte con una macchina da taglio o con le fustelle: un cuore, una nuvoletta, dei fiori. Se preferisci forbici e un po' di pazienza, il risultato di un collage è altrettanto bello e forse più sincero.
Questa volta, però, puoi scegliere materiali migliori e tenere il dramma sotto controllo.
Cosa ti serve
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Un diario, un'agenda o un quaderno con la copertina rigida
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Stickers di ogni tipo, nuovi o recuperati
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Washi tape in due o tre fantasie
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Ritagli di riviste, vecchie cartoline, biglietti, figurine
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Evidenziatori, penne gel e un pennarello bianco per le scritte sui fondi scuri
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Colla stick o biadesivo
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Un elastico o un nastro, perché il diario si gonfierà e deve potersi chiudere
Come si fa un diario stile Smemoranda
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Parti dalla copertina. Scegli un’idea sola: un collage di ritagli, una scritta grande, un colore di fondo. La Smemoranda originale era un’accumulazione, ma qui conviene partire da un’idea e poi lasciarla crescere. Se ami lo stile junk journal, puoi ispirarti a un tema: anni ‘80, anni ‘90, cartoleria vintage, cinema.
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Crea una base. Incolla una carta colorata o una pagina di rivista su tutta la copertina se questa non è bella da vedere o presenta troppe scritte, inoltre così gli adesivi aderiscono meglio. Vanno benissimo anche carta kraft, carta da pacco, fogli da scrapbooking, pagine di vecchi libri o spartiti.
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Aggiungi gli strati. Prima i ritagli più grandi, poi gli adesivi, per ultimi i dettagli piccoli. Sovrapponi senza paura, perché l’effetto caotico in questo caso è apprezzato. Qui entrano in gioco gli ephemera: etichette, buste, bustine del tè, fiori pressati. Se hai una macchina da taglio o delle fustelle, usale per abbellimenti, etichette, tag e sagome da sovrapporre.
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Scrivi qualcosa di tuo. Una frase, una parola chiave, una data. Con i pennarelli marker, le penne gel, ma anche con l’evidenziatore o gli uni-posca come si faceva allora. Puoi aggiungere timbri, stencil o lettere adesive.
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Prepara le pagine interne. Non serve decorarle tutte. Basta una pagina ogni tanto, con un adesivo, un po’ di washi e una frase o una citazione. Per un tocco da junk journal, aggiungi una tasca per tenere cartoline e biglietti, una pagina da aprire a libretto o un foglio di carta da lucido sopra una foto.
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Chiudi con un nastro. Se il diario non si chiude per lo spessore, hai fatto un buon lavoro. Un charm, una piuma o una chiave appesi al nastro sono un’aggiunta perfetta.
Idee per le pagine interne
Se non sai cosa metterci, parti da qui:
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Una pagina "canzoni del momento" con titolo e un commento
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La lista delle cose che oggi ti fanno stare bene, scritta a mano
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Un messaggio per un'amica, scritto a mano e non via chat
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Un biglietto o uno scontrino e una riga sul perché lo hai tenuto
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Una pagina dedicata alla persona che eri a sedici anni, con lettera annessa
Tra vent'anni
Succederà di nuovo. Riaprirai questo diario e ci troverai frasi che oggi ti sembrano sagge e che domani ti faranno ridere.
Va bene così. È esattamente a questo che servono i diari.
E tu, ce l'hai ancora la tua Smemoranda? Raccontamelo nei commenti: la frase più imbarazzante che ci hai trovato dentro è un premio per chi ha il coraggio di condividerla.
Se questo post ti ha fatto sorridere, salvalo e mandalo all'amica che ti scriveva le dediche più lunghe.

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