Per molto tempo ho guardato Halloween con un certo sospetto.
Quando la festa ha iniziato a diventare popolare anche in Italia, pensavo: ma perché dovremmo festeggiare una ricorrenza che arriva dall'America e che non appartiene alla nostra tradizione?
Poi un giorno mia mamma mi racconta che, da bambina, anche lei svuotava le zucche per metterci dentro una candela e che dalle sue parti si facevano piccoli scherzi “paurosi” in occasione dei giorni dedicati ai morti.
E allora mi viene un dubbio.
Forse Halloween non è poi così lontano dalle nostre tradizioni come pensavo.
Non significa che la festa che conosciamo oggi sia una tradizione italiana: Halloween, nella sua forma attuale, è il risultato di una storia molto lunga, fatta di antiche celebrazioni europee, tradizioni cristiane e trasformazioni avvenute soprattutto nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti.
E più leggo, più scopro che dietro zucche, fantasmi e bambini mascherati c'è una storia decisamente più interessante di quanto immaginassi.
Da dove arriva Halloween?
Il nome Halloween deriva dall'inglese All Hallows' Eve, cioè la vigilia di Ognissanti, il 31 ottobre. La festa è legata alle tradizioni precristiane dell'Europa celtica e, in particolare, alle celebrazioni di Samhain, una ricorrenza che segnava la fine della stagione dei raccolti e l'inizio della parte più buia dell'anno.
Per le popolazioni celtiche il passaggio tra il 31 ottobre e il 1° novembre aveva quindi un significato particolare: segnava un cambiamento di stagione e, secondo le credenze dell'epoca, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventava più sottile.
Da qui arrivano alcuni degli elementi che ancora oggi associamo ad Halloween: il fuoco, le maschere, la presenza simbolica dei morti e le storie legate agli spiriti.
Samhain: la fine dell'estate e l'inizio dell'inverno
Samhain non era semplicemente una festa “dei morti”.
Era soprattutto una ricorrenza legata al ciclo agricolo e al passaggio dall'estate all'inverno. Terminato il raccolto, iniziava la stagione fredda e buia, un periodo molto più difficile per le comunità che vivevano principalmente dell'agricoltura e dell'allevamento.
Secondo le credenze associate a Samhain, durante questa notte il mondo dei vivi e quello degli spiriti potevano entrare maggiormente in contatto. I fuochi rituali e i travestimenti facevano parte delle usanze legate alla celebrazione.
È interessante notare che proprio il tema del passaggio tra luce e buio, vita e morte, estate e inverno rimane ancora oggi al centro dell'immaginario di Halloween.
E i Romani? C'entrano qualcosa?
Qui la storia diventa un po' più complicata.
Quando Roma conquista gran parte dei territori celtici, le tradizioni locali entrano in contatto con quelle romane. Alcune ricostruzioni collegano questo incontro anche a festività romane dedicate ai morti e alla dea Pomona, associata ai frutti e agli alberi. La tradizione delle mele, per esempio, viene talvolta collegata proprio a Pomona.
Ma è meglio non immaginare una semplice fusione tra due feste avvenuta in un preciso momento storico: le tradizioni popolari cambiano lentamente, si sovrappongono e assumono significati diversi nel corso dei secoli.
Ed è proprio quello che succede anche con Halloween.
Quando entra in scena la tradizione cristiana?
Con la diffusione del cristianesimo nelle regioni celtiche, le antiche usanze non scompaiono immediatamente.
La Chiesa introduce e consolida le celebrazioni di Ognissanti, il 1° novembre, e della Commemorazione dei defunti, il 2 novembre. Nel corso del Medioevo le diverse tradizioni si intrecciano con quelle popolari già presenti.
La sera precedente Ognissanti viene indicata come All Hallows' Eve, da cui deriva il nome Halloween.
Insomma, la festa che conosciamo oggi non nasce da un'unica tradizione, ma da una lunga stratificazione di usanze e significati.
Ma allora anche in Italia avevamo qualcosa di simile?
Ed è qui che torna il ricordo di mia mamma.
Quando da piccola mi raccontava delle zucche svuotate e illuminate con una candela, io pensavo che fosse una curiosa usanza della sua infanzia.
In realtà, in diverse zone d'Italia esistevano — e in alcuni luoghi sopravvivono ancora — tradizioni popolari legate ai giorni dei morti.
Non erano Halloween nel senso moderno del termine, naturalmente. Ma il periodo tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre era accompagnato da numerose usanze dedicate ai defunti.
Treccani ricorda, per esempio, tradizioni italiane in cui si lasciavano lumi accesi, cibo e acqua per i morti, oppure si preparava la tavola per accogliere simbolicamente le anime dei defunti. Le usanze cambiavano molto da una regione all'altra.
E quindi quella storia della mia mamma, che all'inizio mi sembrava quasi una stranezza, assume un significato diverso.
Forse non era Halloween.
Ma il bisogno di illuminare il buio, ricordare i morti e creare piccoli rituali intorno a questo periodo dell'anno era tutt'altro che estraneo alla cultura popolare italiana.
Perché allora pensiamo subito all'America?
Perché la versione di Halloween che conosciamo oggi si sviluppa soprattutto nel mondo anglosassone e, successivamente, negli Stati Uniti.
Nel corso dell'Ottocento, gli immigrati provenienti soprattutto dall'Irlanda e dalla Scozia contribuiscono a diffondere Halloween negli Stati Uniti. Qui la festa cambia progressivamente aspetto e diventa sempre più una ricorrenza popolare e comunitaria e nel corso del tempo, dopo gli anni '50, consumistica.
Nel tempo arrivano le feste in costume, i giochi, le decorazioni, le storie dell'orrore e naturalmente, il famoso trick or treat.
Halloween diventa così la festa che oggi conosciamo: molto meno legata ai suoi significati originari e molto più orientata al divertimento, ai costumi e allo "spettacolo".
Da dove arriva “dolcetto o scherzetto”?
Anche questa tradizione ha una storia più lunga di quanto sembri.
Il moderno trick-or-treat è il risultato dell'evoluzione di diverse usanze europee.
Nel Medioevo esisteva, per esempio, il souling, durante il quale persone povere andavano di casa in casa ricevendo cibo in cambio della promessa di pregare per le anime dei defunti. In Scozia e Irlanda esistevano invece forme di guising, in cui ci si travestiva e si recitavano poesie, canzoni o piccoli scherzi in cambio di qualcosa da mangiare.
Quindi anche il nostro “dolcetto o scherzetto” non compare dal nulla: è il risultato di una lunga evoluzione di tradizioni popolari.
E la zucca illuminata?
Questa è forse l'immagine che associamo più immediatamente ad Halloween.
La jack-o'-lantern, però, non nasce originariamente dalla zucca.
In Irlanda e Scozia si utilizzavano anche rape e altre verdure da intagliare e illuminare. La zucca, molto più grande e facile da svuotare, diventa protagonista soprattutto dopo la diffusione della tradizione negli Stati Uniti. Tenuto conto del fatto che la zucca è una verdura di stagione.
Ed ecco che torno ancora una volta alla storia di mia mamma, che da bambina abitava nelle campagne del Veneto.
Lei non conosceva necessariamente la storia di Samhain, le tradizioni medievali o l'evoluzione di Halloween negli Stati Uniti. Eppure faceva qualcosa che oggi, guardandolo con gli occhi contemporanei, ci sembra immediatamente “da Halloween”.
Forse le tradizioni popolari funzionano proprio così: cambiano nome, forma e significato, ma qualche piccolo gesto continua a sopravvivere.
Halloween oggi
Oggi Halloween è soprattutto una festa giocosa.
Ci si traveste, si decorano le case, si intagliano zucche, si organizzano feste e i bambini vanno alla ricerca di dolcetti.
È diventata anche una grande occasione creativa: costumi fai da te, decorazioni, lavoretti con la carta, cucito creativo, zucche decorate e piccoli progetti handmade.
Ed è probabilmente proprio questa parte che mi ha fatto cambiare idea.
Perché se all'inizio guardavo Halloween pensando “non è una festa nostra”, oggi mi interessa molto di più osservare come una tradizione possa viaggiare, trasformarsi e incontrare altre culture.
E soprattutto mi piace prendere il lato più creativo della festa e farlo diventare qualcosa di mio.
Halloween è davvero una festa “americana”?
Non proprio.
La festa commerciale e popolare che conosciamo oggi ha sicuramente assunto una forma fortemente legata alla cultura statunitense, ma le sue radici affondano in tradizioni europee molto più antiche.
Tra Samhain, le celebrazioni cristiane di Ognissanti e dei defunti, le usanze popolari medievali e la trasformazione avvenuta negli Stati Uniti, Halloween è diventata quello che conosciamo oggi attraverso secoli di cambiamenti.
E forse è proprio questo il dettaglio che mi incuriosisce di più.
Quella che sembra una festa arrivata improvvisamente da oltreoceano ha, in realtà, una storia molto più lunga e molto più europea.
E quindi… Happy Halloween!
Alla fine continuo a pensare che la storia raccontata da mia mamma sia la parte più bella.
Perché dietro una zucca illuminata, un piccolo scherzo o una candela accesa nel buio può esserci una tradizione antica, ma anche semplicemente un ricordo di famiglia.
E forse non è necessario stabilire se Halloween sia “nostra” oppure “non nostra”.
Possiamo semplicemente conoscere la sua storia, ricordare le nostre tradizioni e nel frattempo, divertirci a inventarne di nuove.
Io, intanto, qualche zucca da decorare ce l'ho già in mente.
Happy Halloween! 🎃



7 commenti
Happy Halloween
RispondiElimina:) happy halloween anche da parte mia!
RispondiEliminaAnche mia madre mi racconta che da bimba si facevan scherzetti e ci si scambia biscotti a forma di osso!
RispondiEliminapertanto!;-)))
volevo scrivere ci si scambiava biscotti...
RispondiEliminadonna sgrammaticata sono!
grazie!
RispondiElimina@carla: io avevo letto giusto, non ci si fa caso alla grammatica nei blog ;O)
e allora... Happy Halloween... ora vado a fare i "dolcetti" per stasera.. i miei bimbi penseranno agli scherzetti he he he!
RispondiEliminamagari l'anno prossimo preparo anche io biscotti a forma di osso e poi li propino ai bimbi del vicinato ... il mostrillo è meraviglioso ...anna sappi che prima o poi un mostrillo dovrai farlo anche a me!!!!!!è per la mia salute capisci???!!!!!!
RispondiEliminaCiao, grazie per il tuo commento! La trasparenza è tutto, per cui mi dispiace, ma non si accettano commenti anonimi o spam.