
Preparatevi perché sarà un post mooolto lungo e anche un po' tecnico, del resto l’argomento lo richiede…
Piccola premessa: lo Scrapbooking (scrapbook letteralmente significa “libro di ritagli”) è l'arte di conservare i ricordi. E' un vero e proprio hobby che cerca di valorizzare le fotografie negli album.
Mi è stato posto un quesito da una ragazza che vuole iniziare a "scrappare":
“Nella mia zona non riesco a trovare i materiali acid free, quindi come faccio?”.
Mi ha fatto un po’ sorridere che abbia chiesto consigli a me che non sono una scrapper "a tempo pieno"! ;)
Naturalmente le più esperte sapranno già tutto, poichè sono abituate da tempo a destreggiarsi con i vari materiali (di recupero e non). Ma per chi comincia ora... è normale avere dubbi e timori. Con questo post mi rivolgo proprio a chi è agli inizi.
La mia opinione è questa: ho sempre considerato il problema acid free un falso problema, ma prima di dare pareri con leggerezza, ho deciso di documentarmi al meglio. Spero così di essere utile anche ad altri che vogliano avvicinarsi a quest'hobby così creativo e particolare.
Scrapbooking e acid free:
In tutti i siti specifici ci viene detto che i prodotti "acidi", (quelli che contengono solventi o lignina) rischiano col passare degli anni (5, 10, 20 o 30 chissà) di danneggiare le foto e di conseguenza i nostri lavori.
Ecco perché negli USA (dove quest’hobby si è sviluppato) hanno creato prodotti appositi per lo scrap: carte, colle e abbellimenti privi d’acidi, tutti ovviamente, più costosi dei corrispondenti materiali non acid free.
Quando qualche anno fa lo scrap si è diffuso in Europa, dove si sta un po’ più attenti ai consumi e all’ambiente, ci si è divise tra scrapper “integraliste” e non.
Le meno rigorose continuano ad utilizzare anche altri materiali, che non sono nati esclusivamente per lo scrap.
In fondo già da adolescenti facevamo i nostri scrapbook, quando ancora non avevamo sentito parlare di acid free, stickers, punches, embossing, stamping, chipboard, cardstock, papers patterned, embellishments, eyelets, brads, ribbon, vellum...
I nostri diari hanno resistito alla prova del tempo. Le foto di noi adolescenti sono ancora lì che ci sorridono, insieme ai nostri ricordi. Eppure ai tempi non ci domandavamo se avessimo usato carta e colla acid free.
Come ho già detto, i prodotti specifici per scrapbooking hanno un prezzo piuttosto alto rispetto ai più comuni e tradizionali.
Se non si è così pratici d’acquisti su internet, non si ha l’occasione di andare in qualche fiera, non si hanno vicino negozi di hobbistica ben forniti… bè, non sono nemmeno così facili da reperire.
Se volete iniziare lo
scrap, per vostra fortuna, non occorre andare tanto lontano.
I cartoncini in commercio, acquistabili in cartoleria, sono quasi tutti composti al 100% di pura cellulosa.
Vi cito ad esempio la carta Fabriano, che è tra le più usate in Italia, è reperibile ovunque… e poi è prodotta dalle mie parti!
Quelli ruvidi hanno una bella texture ed una grammatura di 220, così come i ben più noti e costosi Bazzill. La differenza la fanno il tipo di texture, il formato e le sfumature di colori reperibili. Tutto qui.
Anche colle o adesivi più diffusi, non contengono acidi corrosivi per le foto, vi cito ad esempio Pritt, Scotch… persino la colla stick Auchan ed ho detto tutto! :D

Sempre sui siti specifici c’invitano a prestare attenzione alle carte patinate (di riviste, da collage, carte regalo…), ai metalli (graffette, fibbie...) e ai materiali plastici a base di pvc. Ci scoraggiano, però a creare da soli gli abbellimenti per le nostre pagine.
Ma anche in questo caso la soluzione si trova: basta avere l’accortezza di non mettere questi materiali direttamente a contatto con le foto. Ecco fatto!
Chi non usa solo prodotti acid free, lo fa rischiando (a lungo andare) di rovinare le foto e di conseguenza i propri lavori?
Siccome sono curiosa, ho fatto qualche ricerca.
Così, come già avevo sentito dire, con l’avvento delle macchine fotografiche digitali, questo problema degli acidi è un po' superato, soprattutto se stampate a casa le foto.
Vi cito ciò che spiegano sul sito ifotografi.it, dove descrivono, a chi si occupa di fotografia per lavoro, come montare le foto negli album (per tutta la spiegazione leggete qui): “LA COMPOSIZIONE chimica del cartoncino può assumere importanza in quanto alcuni acidi usati nella produzione di determinate tipologie di carta e cartoncino potrebbero reagire con le stampe fotografiche in particolare se si ritratta di fotografie “B/N fine art” , quindi preferite quelli con un elevato contenuto di cotone e senza uso di acidi durante la lavorazione. Chiaramente con i processi di stampa digitale il problema NON si presenta in quanto la carta non è stata immersa in sostanza chimiche durante la fase di stampa.”
Per completezza dell'informazione, aggiungo anche questa precisazione che è stata fata nei commenti da Brin:
"Non è vero che le stampe da Digitale non prevedono un trattamento chimico, o almeno non tutte.
Posso assicurare che in linea di massima quando andate da un fotografo, per stampare le vostre foto a colori, sia da supporto analogico (negativo) sia da file digitale, la carta che vi viene consegnata ha praticamente le le stesse caratteristiche e viene trattata sempre CHIMICAMENTE. (qualcuna è stata ottimizzata per la stampa da file vedi la Kodak Royal digital paper).
Ci sono altri tipi di stampe che non prevedono il trattamento chimico, tipo la stampa a sublimazione (delle volte son fatte cosi' le fototessere), laser, o a getto d'inchiostro, sono più costose e la conservazione nel tempo è più fragile rispetto alla foto trattata chimicamente...
Nel forum citato probabilmente fanno riferimento alle fotografie digitali stampate in questi metodi.
Le foto in bianconero invece per i fotografi fine art, fatte in modo tradizionale, hanno altre necessità considerando che se sono stampate su carta originale BN l'emulsione fotosensibile che costituisce la foto è a base di argento....
Il digitale ha portato innumerevoli vantaggi, ma anche tanta confusione e incognite sui futuri aggiornamenti dei supporti digitali.
Per esperienza posso dire che la scelta di materiali acid-free è auspicabile per una buona conservazione di un lavoro cartaceo, certo è che sarà + limitativo."
Linguaggio un po' tecnico, ma ora abbiamo più chiarimenti sulla stampa delle foto digitali e ci possiamo regolare di conseguenza.
Vorrei anche aggiungere che le foto al giorno d'oggi le salviamo nei nostri archivi digitali, per cui se anche disgraziatamente dovesse rovinarsi una foto, possiamo sempre duplicarla. Niente di irrimediabile.

Arriviamo dunque alle conclusioni.
Io sono tra quelle persone che cerca di fare del recupero una delle fonti dei lavori di craft, sia per limitare gli sprechi, sia per la tutela dell'ambiente.
Del resto anche lo scrap è nato recuperando memorabilia e materiali.
Per cui consiglio a chi si avvicina ora allo scrapbooking di usare prodotti semplici e facili da reperire ovunque: in cartoleria, in merceria, al supermercato... e anche in casa!
Semplicemente cercate di usare tutti gli accorgimenti del caso, ma non abbiate inutili timori.
Come avrete intuito, secondo me non è necessario fare shopping da subito su internet per cominciare a scrappare, anche perchè, non avendo ancora capito qual'è il proprio stile, si rischierebbe di fare spese inutili.
Ci vuole solo un po’ d’occhio, buon gusto, la vostra creatività… e naturalmente un bel po’ di tempo libero a disposizione!!!
Poi andando avanti vi darete allo shopping compulsivo, perchè siete avvisate, arriverà un punto in cui farete fatica a resistere alle ultime novità! :D
Ma nel frattempo avrete sperimentato, divertendovi e soprattutto risparmiando.
Naturalmente accetto tutto ciò che avrete da aggiungere o dire sull’argomento 
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